La diastasi della parete addominale altro non è che un aumento della distanza dei muscoli retti addominali che può interessare una parte della parete addominale o la sua totalità. Si riscontra principalmente nelle donne ma non è solo una problematica femminile.
I principali fattori di rischio che possono influire sull’insorgenza della diastasi addominale sono: la gravidanza soprattutto se gemellare, il parto cesareo, la presenza di caratteristiche genetiche che rendono il collagene di scarsa qualità e pregressa chirurgia addominale.
Anche l’attività lavorativa e sportiva ad alto impatto, a causa dell’aumento significativo delle pressioni addominali, possono favorire l'insorgenza della diastasi.
Spesso la sua presenza è associata a dolore lombare, difficoltà di transito addominale e disturbi digestivi, sensazione di gonfiore, modificazioni estetiche con un addome sporgente che non ritorna come prima specialmente dopo il parto.
Quando la fisioterapia è efficace nel trattamento della diastasi?
La fisioterapia tratta concretamente e con successo le diastasi dei retti di entità lieve quindi con distanza non superiore ai 3 cm e diastasi non associate ad ernie addominali.
In questo caso si integra l’utilizzo delle terapie fisiche come radiofrequenza e elettrostimolazione ad un programma di esercizi terapeutici mirato a migliorare la funzionalità della parete addominale riducendo in modo significativo i sintomi e migliorando l'estetica.
Quando, invece, la riabilitazione è di supporto alla chirurgia?
Nel momento in cui la diastasi supera i 4 cm o è associata a presenza di ernia la fisioterapia viene svolta come percorso preparatorio alla chirurgia e per ottimizzare il risultato dell’intervento chirurgico.
È comparsa la diastasi dopo il parto quando posso iniziare a lavorarci?
Durante la gravidanza è del tutto fisiologica perché permette l'accrescimento dell'utero e la crescita regolare del bambino all'interno della cavità addominale.
Per i primi sei mesi non viene fatta una reale valutazione della diastasi addominale perché è un tempo necessario al nostro organismo per il recupero fisiologico della distanza dei retti. Tuttavia, fin da subito, si inizia un percorso riabilitativo finalizzato a ridurre tutti i fattori di rischio che possono poi strutturare una diastasi dell'addome focalizzandosi sull’educazione alla corretta gestione dei carichi, alla respirazione e alla attivazione e rilassamento del pavimento pelvico che sono alla base della corretta gestione delle pressioni all'interno della parete addominale.
E se la mia diastasi ha diversi anni posso ancora fare qualcosa?
Certamente. Una volta effettuata un'ecografia della parete addominale che chiarisca la qualità della linea alba e del tessuto e la distanza esatta dei retti è possibile definire l'obiettivo riabilitativo e lavorare sulle competenze residue.
Se ho degli inestetismi della cute posso fare qualcosa?
La lassità cutanea e le smagliature possono essere gestite in modo del tutto sicuro anche durante l'allattamento con trattamenti di radiofrequenza che stimolano la produzione del collagene favorendo il rassodamento della cute.
Posso fare sport con la diastasi?
Il movimento è un'attività molto importante nei pazienti con diastasi addominale ma non tutte le attività sono adatte per questo è opportuno fare una visita specialistica e una valutazione della propria diastasi per capire quali possono essere le attività da svolgere in sicurezza e che possano prevenire un aggravamento della diastasi.